Impatto dello screening del tumore della cervice uterina

Un unico obiettivo, valutare l'impatto dei programmi di screening sulla popolazione, ma tre studi distinti. La parola ad Antonella Zucchetto per lo studio del tumore della cervice uterina

L’AIRTUM ha costituito un gruppo di lavoro, in collaborazione con il Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma (GISCi) e l’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), per determinare l’impatto dei programmi organizzati di screening cervicale (PSC), tramite Pap-test, in Italia.
Il progetto si propone di valutare l’andamento temporale dei tassi d’incidenza e mortalità per cervicocarcinoma (CIC) nelle aree italiane coperte da registri tumori (RT) e d’identificare eventuali criticità dei PSC. Nello specifico, il progetto prevede tre principali fasi operative:

  1. descrizione dell’andamento dei tassi d’incidenza e mortalità del CIC nelle aree coperte da RT per classe d’età, area geografica, istologia e stadio alla diagnosi;
  2. confronto dell’incidenza del CIC, nelle aree coperte da RT in cui sono stati attivati dei PSC, tra periodi pre- e post-screening; 
  3. incrocio tra i dati dei RT e dei PSC per ricostruire la storia individuale di screening delle donne con CIC.


Al termine dello studio, il gruppo collaborativo ritiene di poter ottenere risultati utili alle autorità di sanità pubblica italiane per misurare i benefici per la salute delle donne attribuibili ai PSC e per identificare aree di miglioramento specifiche nella programmazione dei PSC.

Aggiornamento del maggio 2010
a cura
di Antonella Zucchetto
per corrispondenza:
zucchetto.epi@cro.it

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