Proporzione di pazienti operati per cancro del colon-retto sottoposti a stomia permanente

Titolo completo: 
PROPORZIONE DI PAZIENTI OPERATI PER CANCRO DEL COLON-RETTO SOTTOPOSTI A STOMIA PERMANENTE . PREVALENZA DI STOMIZZATI IN
E-mail (autore per corrispondenza): 
f.pannozzo@ausl.latina.it
Autore/i: 
*F.Pannozzo; **P.Moscone; ***W.Battisti ; *E.Bernazza; *S.Curatella; *M.Rossi.
Istituto/i: 
* Registro Tumori di Latina ; ** Distretto Sanitario 4 AUSL Latina; *** Dipartimento di Prevenzione AUSL Latina
Obiettivi: 
1) Conoscere il numero di soggetti sottoposti ad amputazione addomino perineale e confezionamento di stomie , sul totale delle persone operate per nuovi casi di tumori del colon e del retto nella provincia, prima dell’ avvio di programmi di screening; 2) Valutare l’utilizzo dei dati informativi correnti prodotti dalle SDO e quelli dei servizi territoriali dei cinque distretti ai fini dell’individuazione dei soggetti stomizzati ed autorizzati all’uso dei presidi sanitari.
Materiali e metodi: 
Sono state raccolti tutti i nuovi casi di neoplasia maligna del colon e retto diagnosticati nel periodo 2003 – 2007 (ICDO3 C18-21) con relativi codici SDO dell’intervento chirurgico Calcolata la proporzione di nuovi casi di ca del colon e del retto sottoposti ad amputazione addomino perineale o indicazione di stomia definitiva (460-462; 485; 48.62) , sul totale degli operati per la stessa diagnosi. (Indicatore di qualità di pratica clinica in oncologia). Gli stessi casi sono stati verificati con procedura di record linkage con i data base creati nei cinque distretti sanitari per l’autorizzazione dei presidi sanitari ( placche e sacche Codici ISO 09.18.04-05) al fine della conferma e individuazione di nuovi stomizzati tra gli operati.
Risultati: 
Analoghi studi condotti in alcune regioni italiane hanno identificato una proporzione con variabilità ampia tra il 10 ed il 20% di stomizzati rispetto agli operati , ma i valori sono influenzati dall’utilizzo di nuove tecniche chirurgiche e dalla presenza o meno di programmi di screening . In base alla nostra analisi sono stati selezionati 1521 casi incidenti (Tasso St di 53.7 e 34.6 nei due sessi su popolazione europea), di cui 1442 operati per ca del colon-retto. Dalle SDO con intervento chirurgico con ileo e colostomia permanente sono stati identificati 187 soggetti (il 13% circa) , mentre con successivo controllo sui data base dei 5 distretti per l’autorizzazione di ausili sanitari sono stati individuati altri nuovi 70 casi in cui le SDO non avevano riportato codici di stomia, consentendoci quindi di identificare complessivamente una proporzione pari al 17.8% degli operati nei cinque anni di osservazione, antecedenti l’avvio di programmi di screening (2008). Dai registri distrettuali sono risultati 467 casi prevalenti autorizzati per placche e sacche per l’anno 2011 per una spesa complessiva di 720.587 euro ; l’incidenza , da quanto analizzato prima , dovrebbe attestarsi in questa provincia tra i 50 – 55 nuovi casi all’anno di stomizzati per tumore del colon e/o del retto. L’utilizzo dei flussi informativi aziendali SDO è risultato sottostimare di un 27% gli stomizzati. I distretti sanitari solo da qualche anno utilizzano data base con informazioni univoche e complete che permettono di risalire anche alla diagnosi dei pazienti.
Discussione: 
Nel carcinoma del retto l’amputazione addomino perineale con confezionamento di stomia definitiva è considerato un trattamento sempre meno frequente , in virtù di trattamenti integrati. In provincia programmi organizzati di screening sono iniziati dal 2008. Tra i compiti di un registro tumori è sempre più frequente entrare in valutazioni sui percorsi assistenziali dei pazienti oncologici utilizzando indicatori di performance sulla qualità delle pratiche cliniche. Naturalmente la sottostima già nota delle SDO , e le criticità da noi osservate nella raccolta dati dei 5 distretti, con programmi e anni diversi di registrazione informatizzata, non ci consentono una identificazione esaustiva e completa, e siamo perciò impegnati ancora su questa strada. E’ possibile ridurre il ricorso all’esteriorizzazione intestinale mediante la diagnosi precoce di lesioni in uno stadio iniziale, attraverso programmi di screening del carcinoma del colon retto. E’ interesse dell’azienda e dei cittadini attuare provvedimenti per favorire la corretta autogestione delle stomie e quindi incidere positivamente nella qualità di vita di questi soggetti.