Screening mammografico e registro tumori di popolazione. Valutazione dei primi 5 anni di attività nella provincia di Latina

Titolo completo: 
Screening mammografico e registro tumori di popolazione. Valutazione dei primi 5 anni di attivita' coordinata nella
E-mail (autore per corrispondenza): 
f.pannozzo@ausl.latina.it
Autore/i: 
* Fabio Pannozzo, *Susanna Busco, *Leonarda Macci **Paola Bellardini , **Carlo De Masi , ***Isabella
Istituto/i: 
* Registro Tumori di popolazione AUSL Latina **Programmi Screening AUSL Latina *** Unità di Biostatistica,Istituto Regina Elena - Roma
Obiettivi: 
- Valutare l’impatto dello screening mammografico in termini di sopravvivenza, incidenza e stadio alla diagnosi (pTNM) - valutare le modificazioni delle procedure chirurgiche - valutare eventuali benefici sulla migrazione sanitaria
Materiali e metodi: 
Utilizzando i dati del Registro e quelli dello screening forniti dal coordinamento aziendale, è stato possibile includere tutti i casi di tumore della mammella, sia in situ che invasivo, diagnosticati tra il 2004 e il 2008 in donne tra i 50 e i 69 anni, e verificare il loro stato in vita. Sono state inoltre raccolte informazioni sul tipo e sede ospedaliera di intervento chirurgico, su pT, pN e pM. Per tutti i casi è stata riportata la classificazione in base al sistema di stadiazione TNM e grading AJCC 2002 . Sono stati calcolati i tassi di incidenza standardizzati sulla popolazione Europea. I trend sono stati valutati per mezzo dei modelli di regressione joinpoint, per ottenere i cambiamenti percentuali annui (APC) ed i joinpoint, ossia gli anni in cui la curva cambia significativamente pendenza. Le associazioni sono state valutate mediante il testo del Chi quadro. Gli Odds Ratio (OR), e gli intervalli di confidenza al 95%, sono stati stimati mediante un modello di regressione logistica uni e multivariata al fine di valutare l’impatto di alcuni fattori clinici-patologici più importanti (TNM, screening, età) sull’intervento chirurgico conservativo.
Risultati: 
Il Registro ha rilevato complessivamente 1744 casi di tumore della mammella (25% sotto i 50 anni, 48% in età 50-69 e 27% da 70 anni in su). Nel 2004 sono stati effettuati 17852 inviti per mammografia di screening, che sono progressivamente aumentati fino a 24230 nel 2008. Il tasso di adesione è risultato in media del 60% . I casi identificati dallo screening sono risultati 287 (34%) su un totale di 840 tumori registrati nella stessa fascia d’età 50-69 anni. Si è osservato un aumento atteso della incidenza a partire dall’inizio dello screening (83x100.000 nel 2001-03 e 96x100.000 nel 2004-06).L’ APC è 4.9 ma non risulta statisticamente significativa (-1.3 / +11.5). La valutazione delle distribuzione per stadio evidenziato un maggior numero di T1 e N0 nei casi rilevati con lo Screening (S) rispetto ai casi non screening (NS) (p<0,0001). Nella popolazione S la % dei pTis è risultata dell’11% vs 5,8 % di casi NS. I risultati del nostro studio mostrano come, nel periodo 2004-2008, i tassi di chirurgia conservativa sono aumentati di oltre il 10% rispetto al triennio precedente, soprattutto nella popolazione S (83% vs NS 75%, p=0.01). Dall’analisi multivariata lo stadio precoce alla diagnosi risulta essere il fattore maggiormente associato all’intervento chirurgico conservativo (p<0.0001). Le pazienti con diagnosi da screening hanno optato per il trattamento all'interno della ASL di residenza in percentuale maggiore rispetto alle pazienti con diagnosi clinica (61% vs 34% p<0,0001). La copertura istologica dei casi del registro è salita nel periodo dal 88% al 94%. La mortalità specifica per causa mostra un andamento in diminuzione, ma con trend già a partire dai primi anni 2000.
Discussione: 
Cinque anni sono un periodo sufficiente per una valutazione dell'impatto sui benefici dell’anticipazione diagnostica evidenziata da un maggior rilievo di Tis e T1. Sono forse ancora pochi per evidenziare il guadagno in termini di mortalità e sopravvivenza. L’aumento dei tassi di chirurgia conservativa può essere attribuito all’aumento dei tassi di tumori di piccola dimensione ma soprattutto al miglioramento dell’appropriatezza del trattamento chirurgico avvenuto nel tempo. Il sistema di presa in carico della paziente con cancro della mammella dalla fase diagnostica lungo un percorso multidisciplinare porta la donna ad affidarsi alla ASL di appartenenza per i trattamenti successivi. Attraverso lo scambio di informazioni tra programma di screening e registro tumori si è ottenuto un significativo aumento della qualità di rilevazione, di registrazione e di controllo sui percorsi assistenziali.
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