Fattori prognostici e stima del rischio di morte per il tumore del polmone nello studio italiano EUROCARE-5 Alta Risoluzione

Titolo completo: 
Fattori prognostici e stima del rischio di morte per il tumore del polmone nello studio italiano EUROCARE-5 Alta Risoluz
E-mail (autore per corrispondenza): 
pamela.minicozzi@istitutotumori.mi.it
Autore/i: 
Minicozzi P1, Mangone L2, Vicentini M3, Giacomin A4, Cirilli C5, Federico M5, Falcini F6, Vattiato R6 e Sant M1
Istituto/i: 
1Dipartimento di Medicina Predittiva e per la Prevenzione, S.s. Epidemiologia Analitica, Fondazione IRCSS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano, Italia 2S.c. Statistica, Qualità e Studi Clinici, Arcispedale Santa Maria Nuova-IRCCS, Reggio Emilia 3Registro Tumori, Servizio di Epidemiologia, Azienda USL di Reggio Emilia 4Registro Tumori Piemonte, Provincia di Biella (CPO) 5Registro Tumori di Modena, Oncologia, Università di Modena 6Registro Tumori della Romagna, IRST-IOR, Meldola, Forlì
Obiettivi: 
Gli scopi del presente lavoro sono di confrontare distribuzioni, sopravvivenza e rischio di morte per età, stadio alla diagnosi, gruppo morfologico, trattamento chirurgico ed esami diagnostico-strumentali in un campione rappresentativo di pazienti adulti (>=15 anni) con diagnosi di carcinoma polmonare in 4 registri tumore (RT) [Biella, Modena, Reggio Emilia, Romagna] e inclusi nello studio italiano Eurocare-5 Alta Risoluzione
Materiali e metodi: 
Sono stati analizzati 1,180 pazienti con carcinoma polmonare incidenti nel 2003-2005 e seguiti fino al 31 Dicembre 2008. Il metodo di Ederer II e modelli di regressione multivariabili, con ipotesi di Poisson per le morti osservate sono stati utilizzati per stimare, rispettivamente, la sopravvivenza relativa e le differenze di rischio di morte a 3 anni dalla diagnosi per classi di età (15-54,55-64, 65-74, 75-99 anni), stadio alla diagnosi -definito secondo il sistema TNM, 6° edizione- (I, II+III, IV, non specificato), gruppo morfologico -definito secondo la classificazione internazionale delle malattie, 3° edizione- (tumori verificati microscopicamente, non specificati, a piccole cellule e non a piccole cellule), trattamento chirurgico ed esecuzione di esami diagnostico-strumentali (eseguito, non eseguito, non noto). Tutte le analisi sono state eseguite mediante il software Stata12
Risultati: 
Complessivamente, oltre il 70% dei pazienti era di sesso maschile (76%) e aveva più di 64 anni (74%), mentre più del 50% dei casi totali presentava alla diagnosi un tumore in stadio metastatico (stadio IV, 51%) e non a piccole cellule (54%). I pazienti in stadio I e in stadio non specificato rappresentavano il 10% (range 8%-13% nei RT di Biella e Romagna) e il 12% (range 3%-30% nei RT di Modena e Romagna) dei casi in analisi, rispettivamente. Il 18% dei pazienti era stato sottoposto all’intervento chirurgico, con frequenza maggiore nel RT della Romagna (25%), mentre nel 98% dei casi era stato eseguito almeno un esame diagnostico-strumentale (range: 96%-100% per i RT di Modena/Reggio Emilia e Romagna). La sopravvivenza relativa a 3 anni dalla diagnosi era pari al 14% (95%,CI: 12%-16%), con valori massimi nel RT della Romagna (19%, 95%CI:15%-24%), per le femmine (21%, 95%CI:16%-26%), per pazienti con tumore non a piccole cellule (21%, 95%CI:17%-24%) e diminuiva con l’avanzare dell’età e dello stadio. A parità di tutte le variabili incluse nel modello, il rischio di morte per tumore polmonare era più alto nel RT di Biella (vs. RT della Romagna) e tra i pazienti anziani (vs. casi 15-54), in stadio IV (vs. pazienti in stadio I) e non operati (vs. pazienti operati). Non si erano rilevate differenze di rischio di morte fra gruppi morfologici
Discussione: 
Le differenze riscontrate nella distribuzione per stadio fra registri potrebbero riferirsi a una diversa modalità diagnostica tra centri di differente livello di specializzazione o disponibilità di adeguate strutture diagnostiche. La più alta sopravvivenza rilevata nel RT della Romagna potrebbe essere spiegata dalla maggiore proporzione di pazienti in stadio I, dalla bassa percentuale di casi con stadio non specificato e dalla totale esecuzione di esami strumentali, indicatore di un buon percorso diagnostico. Dall’analisi multivariata si evince che a parità di sesso, età, stadio, trattamento chirurgico e gruppo morfologico, permangono differenze significative nei rischi di morte per tumore polmonare fra i registri. Da qui la necessità di analizzare variabili di comorbidità e approfondire aspetti metodologici di raccolta dati non sempre omogenei fra i registri italiani al fine di poter spiegare la restante differenza di rischio