Modalità di consegna del test immunochimico e adesione nello screening colorettale in Emilia-Romagna

Titolo completo: 
MODALITÀ DI CONSEGNA DEL TEST IMMUNOCHIMICO E ADESIONE NELLO SCREENING COLORETTALE IN EMILIA-ROMAGNA
E-mail (autore per corrispondenza): 
silvia.mancini@irst.emr.it
Autore/i: 
Silvia Mancini1, Alessandra Ravaioli1, Flavia Foca1, Orietta Giuliani1, Rosa Vattiato1, Lauro Bucchi1, Priscilla Sassoli de’ Bianchi2, Carlo Naldoni2, Alba Carola Finarelli2, Eleonora Verdini2, Americo Colamartini1, Rossella Corradini3, Gianfranco De Girolamo3, Carlo Goldoni3, Fabio Falcini1
Istituto/i: 
1 Registro Tumori della Romagna – IRST 2 Regione Emilia-Romagna 3 Ausl di Modena
Obiettivi: 
Esistono diverse modalità organizzative per la distribuzione del test per la ricerca del sangue occulto fecale (fecal immunochemical test – FIT) nel I livello dello screening colorettale. Dati di letteratura non chiariscono quale, tra le modalità esistenti, sia preferibile. Secondo le linee guida Europee il FIT può essere inviato per posta, distribuito dai medici di medicina generale, dalle farmacie o in altri contesti medico-sanitari e da organizzazioni di volontariato. Alcuni studi hanno dimostrato che l’invio postale del FIT è associato a un incremento dei tassi di partecipazione. La scelta della modalità di consegna del FIT deve tenere in considerazione i relativi costi e benefici, anche rispetto al contesto territoriale. In Emilia-Romagna i FIT sono consegnati principalmente dalle farmacie, segue la consegna in ambito distrettuale. Solo un’Azienda Usl (AUSL) invia il FIT per posta, allegando un foglio illustrativo e preavvertendo la popolazione bersaglio tramite lettera. Abbiamo condotto uno studio osservazionale per valutare l’impatto sull’adesione delle tre differenti procedure di invito allo screening colorettale, adottate in Emilia-Romagna.
Materiali e metodi: 
Dal 2005 è attivo in tutta la Regione Emilia-Romagna un programma di screening di popolazione organizzato per la diagnosi precoce delle lesioni tumorali del colon-retto, rivolto alle persone di età compresa tra i 50 e i 69 anni, con cadenza biennale, tramite FIT. Un flusso informativo regionale dello screening colorettale, con struttura di database relazionale, è stato messo a punto per gestire le informazioni a livello individuale. È possibile tramite questo strumento monitorare l’andamento del programma, calcolando i principali indicatori di attività, e condurre studi più approfonditi. Sono state condotte analisi per indagare l’associazione tra la modalità di consegna e l’adesione. Gli inviti considerati si riferiscono al periodo 2005-2009 e le analisi sono state distinte per le seguenti categorie: (1) primi inviti, (2) inviti successivi in persone già aderenti, (3) inviti successivi in persone mai aderenti. Il rischio relativo (RR), con intervalli di confidenza al 95%, è stato calcolato con un modello di regressione log-binomiale scegliendo come categoria di riferimento la modalità di consegna tramite farmacia. Il software utilizzato è Stata/MP 10.1.
Risultati: 
Il numero complessivo di inviti per il periodo in studio ammonta a poco più di 2 milioni. Il 12% degli inviti totali prevedeva l’invio postale del FIT. L’adesione complessiva è stata del 52%, mentre un valore leggermente inferiore (50.1%) è stato calcolato per la modalità di invio postale. Tra i primi inviti si osserva per l’invio postale un’adesione leggermente inferiore (RR=0.98; IC 95%=0.98-0.99) rispetto alla modalità di consegna tramite farmacia, presa come riferimento. Anche tra gli inviti successivi, in coloro che non hanno mai aderito in precedenza, l’adesione è minore per quanto riguarda l’invio postale (RR=0.91; IC 95%=0.89-0.93) e tramite la rete distrettuale (RR=0.98; IC 95%=0.97-0.99). Al contrario, negli inviti successivi, in persone precedentemente aderenti, sia l’invio tramite distretto che per posta presentano un RR di aderire maggiore rispetto alla consegna in farmacia, rispettivamente 1.02 (IC 95%=1.01-1.02) e 1.03 (IC 95%=1.02-1.03), entrambi significativi.
Discussione: 
Da questa prima analisi non è possibile valorizzare maggiormente una delle tre modalità di consegna del FIT in uso in Emilia-Romagna. I risultati del nostro studio non evidenziano una maggiore adesione in corrispondenza dell’invio postale del FIT, contrariamente a quanto emerso da altri studi. Solamente per gli inviti successivi, in persone già aderenti, si osserva un modesto incremento dell’adesione. Tuttavia il limitato vantaggio di adesione non pare, al momento, giustificare modifiche degli assetti organizzativi locali, che devono essere calati in un contesto territoriale spesso complesso e peculiare. Conseguentemente l’utilizzo delle farmacie, una modalità tuttora peculiare dell’Emilia-Romagna, appare al momento essere una scelta adeguata. Infine, si ritengono preliminari i risultati di questa indagine, tenuto conto che sicuramente altri possibili fattori (difficilmente indagabili) contribuiscono ad influenzare l’adesione, anche nell’ambito della medesima modalità di consegna, come ad esempio le modalità di riconsegna del campione, le forme di comunicazione utilizzate e la sensibilizzazione da parte dei medici di medicina generale. PRESENTAZIONE SUGGERITA: poster