Pattern geografico della mortalità per tumore maligno della tiroide in Italia (1980-2008)

Titolo completo: 
Pattern geografico della mortalità per tumore maligno della tiroide in Italia (1980-2008)
E-mail (autore per corrispondenza): 
valeria.ascoli@uniroma1.it
Autore/i: 
Valeria Ascoli, Giada Minelli, Moreno Demaria, Susanna Conti
Istituto/i: 
Dipartimento di Scienze Radiologiche, Oncologiche e Anatomopatologiche, Università Sapienza, Roma; Ufficio di Statistica, Istituto Superiore di Sanità, Roma; Arpa Piemonte, Epidemiologia e Salute Ambientale, Torino.
Obiettivi: 
L’Italia rappresenta un paese in cui le malattie della tiroide, tra cui il gozzo e il tumore della tiroide, sono endemiche. Sulla base dei dati dei Registri tumori italiani, è emerso che l’incidenza dei tumori maligni della tiroide è in aumento (Dal Maso et al. Annals of Oncology 2011). L’aumento, attribuito alla crescente sorveglianza sanitaria, riguarda quasi esclusivamente i tumori papillari, raramente letali, e presenta ampie differenze geografiche (Lise et al. Thyroid 2012). Principale obiettivo di questo studio è contribuire, attraverso un'analisi di mortalità, a delineare un quadro complessivo del tumore maligno della tiroide nell'intera popolazione italiana e conoscerne la distribuzione geografica. Secondo obiettivo è valutare l’associazione con alcuni fattori di rischio ipotizzati in letteratura (fattore “deprivazione”, zona altimetrica, gradiente urbano-rurale).
Materiali e metodi: 
E' stata analizzata la mortalità per tumore maligno della tiroide in Italia (1980-2008), interrogando la banca dati di mortalità per causa dell'Ufficio di Statistica (ISS), costruita a partire dai dati di mortalità codificati dall'ISTAT. Sono stati analizzati i codici 193 (ICD IX Rev) e c73 (ICD X Rev); per gli anni 2004-2005, in cui manca la codifica ufficiale ISTAT, sono state analizzate le cause iniziali di morte così come riportate all'interno del certificato in formato alfanumerico (cause multiple di decesso fornite dall'ISTAT). Sono stati calcolati: il trend temporale dei tassi grezzi di mortalità (Cuzick test); i rapporti di mortalità (SMR) per genere; gli SMR regionali, grezzi e aggiustati per indice di deprivazione (Caranci 2001), per zona altimetrica e per indicatore urbano-rurale (fonte ISTAT). Inoltre è stata effettuata l’analisi spaziale dei decessi per rilevare clusters comunali mediante il software SatScan v.6 (http://srab.cancer.gov/satscan/).
Risultati: 
Il tumore maligno della tiroide causa in Italia una media di circa 600 decessi l'anno, con un trend in lieve decrescita a partire dalla metà degli anni ‘90 (test del trend < 0,05) (Fig.1). Dal 1980 al 2008 ha rappresentato lo 0.4% dei decessi per neoplasie (0.24 negli uomini e 0.63 nelle donne). E' un tumore degli anziani (età mediana al decesso intorno ai 74 anni); tuttavia, l’11% dei decessi è sotto i 55 anni. Si nota un netto sfavore per le donne, con SMR pari a 1.31 (IC 95%: 1.24-1.38). L'associazione fra la mortalità per tumore della tiroide e l'indice di deprivazione risulta non significativa, cosi come l’associazione con l’indice urbano-rurale. Invece, risulta significativa l'associazione con la zona altimetrica, con una mortalità in eccesso nelle zone della montagna interna e rischi decrescenti all'allontanarsi dalle montagne. L'analisi degli SMR regionali mostra una distribuzione geografica variabile, con un eccesso significativo in: Piemonte, Trentino Alto Adige (Prov. Trento e Bolzano) in Calabria e al limite della significatività in Lombardia e Sicilia, e un deficit significativo in Toscana, Marche, Abruzzi, Puglia e Sardegna. L'analisi dei clusters spaziali ha individuato 5 clusters significativi che coinvolgono 632 comuni, i cui epicentri sono Isasca (Piemonte), Parcines/Partschins (Bolzano), San Giovanni in Fiore e Cerchiara di Calabria (Calabria), e Reitano (Sicilia) (Tab.1 e Fig.2). Per quanto riguarda l'istotipo l'analisi preliminare dei certificati (2004-2005) mostra che vi è menzione del tipo istologico solo nel 18%: nella maggior parte sono carcinomi anaplastici e midollari (neoplasie letali).
Discussione: 
Questo lavoro ha consentito di descrivere la geografia della mortalità per tumore maligno della tiroide per un lungo arco temporale evidenziando, a livello nazionale, aree di particolare interesse in termini di rischio per la popolazione. Sono stati osservati, in accordo con la letteratura: 1) un eccesso significativo di decessi per le donne; 2) un trend in lieve decremento a partire dalla metà degli anni ’90. Emergono inoltre alcune novità: 1) un’associazione significativa con l'indicatore "zona altimetrica" (montagne interne); 2) l'individuazione di 5 clusters spaziali (nelle regioni in cui sono stati rilevati eccessi). Il pattern geografico della mortalità non sembra rispecchiare la distribuzione geografica dell'incidenza in quanto verosimilmente il dato di mortalità rispecchia i tumori letali mentre il dato di incidenza riguarda soprattutto i tumori non letali. Tale pattern non sembra assimilabile né alla distribuzione geografica delle centrali e dei depositi di materiale radioattivo presenti in Italia (fonte APAT), né alle aree interessate all'esposizione radioattiva successiva all'incidente di Cernobyl, né alla distribuzione dell'obesità in Italia. L'eccesso individuato nelle zone di montagna potrebbe suggerire un legame con la carenza di iodio, tipica delle zone alpine e appenniniche italiane.
Carica documento: