Studio sulle metastasi epatiche in pazienti con tumori neuroendocrini del tratto gastrointestinale

Titolo completo: 
Studio sulle metastasi epatiche in pazienti con tumori neuroendocrini del tratto gastrointestinale
E-mail (autore per corrispondenza): 
annalisa.trama@istitutotumori.mi.it
Autore/i: 
A Trama1, G Gatta1, G Tagliabue2, P Contiero2, S Mallone3
Istituto/i: 
1 Fondazione IRCCS, Isituto Nazionale dei Tumori, Milano 2 Registro Tumori Lombardia, provincia di Varese 3 Istituto superiore di Sanità
Obiettivi: 
In letteratura si riporta che l’incidenza dei tumori neuroendocrini (NET) del tratto gastroenterico (GEP) sia aumentata esponenzialmente negli ultimi 30 anni grazie al miglioramento delle procedure diagnostiche per tali tumori. I NET del GEP, però, presentano ancora problematicità nella diagnosi e nel trattamento perché la loro presentazione clinica è aspecifica. Ne consegue che sono spesso diagnosticati in uno stadio avanzato della malattia ed il 60-80% dei casi ha metastasi (per la maggior parte epatiche) già alla diagnosi. Questo determina trattamenti non ottimali e cattiva prognosi (Schimmack et al. Langenbecks Arch Surg 2011). La prognosi povera di questi casi contrasta con l’andamento indolente di questi tumori. Come i registri tumori possono contribuire a dibattiti aperti sui percorsi diagnostico terapeutici di questi tumori? Lo scopo dello studio è: 1. Descrivere l’incidenza, sopravvivenza e prevalenza dei NET-GEP nella popolazione italiana 2. Studiare i pazienti con NET-GEP che presentano metastasi epatiche stimandone la sopravvivenza e descrivendo i principali trattamenti terapeutici a cui sono stati sottoposti. 3. Valutare la fattibilità di una revisione di casi identificati come NET primari del fegato per verificare se si tratta di veri casi o di metastasi epatiche da NET a primitività ignota. Lo studio si inquadra nel progetto sui tumori rari RITA-2.
Materiali e metodi: 
Lo studio raccoglierà informazioni sullo stadio e, specificatamente, sulle metastasi differenziando i pazienti metastatici al momento della diagnosi da quelli in cui le metastasi sono insorte nel corso della malattia. Raccoglierà informazioni sulle procedure diagnostiche e terapeutiche. Analisi di sopravvivenza verranno effettuate per soggetti con diagnosi di NET-GEP con e senza metastasi. Lo studio pilota di alta risoluzione, oggetto di questa comunicazione, si focalizzerà sui casi diagnosticati nel periodo 2000-2007 del registro di Varese, in tutto 154 casi. Per la revisione dei NET primari del fegato si considereranno i casi diagnosticati dal 1995 al 2007. Nel registro di Varese sono presenti 3 casi, ma si registrano circa 50 casi di NET primari del fegato dal 1995 al 2004-2007 dai registri italiani che partecipano agli studi di sopravvivenza. Si inviteranno i registri a identificare i NET primari del fegato e a ricontrollarne la diagnosi. I registri verificheranno se e come, negli anni successivi alla diagnosi, cambia la sede del tumore supportando l’ipotesi operativa che in realtà la localizzazione epatica era diagnosticata/registrata come epatica primitiva ma era metastatica ab-initio (metastasi epatiche da NET a primitività ignota). Lo studio pilota attualmente in corso in collaborazione con il registro di Varese, aiuterà alla definizione del protocollo per la raccolta dati da discutere con gli altri registri che aderiscono al progetto RITA2. Incidenza e sopravvivenza dei GEP in Italia sono stati analizzati nell’ambito dello studio RITA sui casi 1995-2002. La prevalenza completa stimata è al 2008.
Risultati: 
Secondo il progetto RITA, in Italia, i NET-GEP avevano un’ incidenza annua di 1.3/100,000 ed una prevalenza di 15/100,000. La sopravvivenza relativa a 5 anni era pari a 64% con variabilità tra i tumori ben differenziati (65%) e quelli scarsamente differenziati (42%). La sopravvivenza era migliore per i pazienti più giovani: 71% (95% IC: 64%-77%) nei pazienti con meno di 65 anni vs 55% (95%IC: 47%-63%) nei casi di più di 65 anni. Tra i NET-GEP, quelli del colon e dell’intestino tenue avevano la sopravvivenza migliore (76% e 72%, rispettivamente). La sopravvivenza era simile per uomini e donne (65% vs 63%). La sopravvivenza era leggermente migliore rispetto a quella osservata in Europa. I casi di NET con sede epatica del registro di Varese sono in fase di controllo. Per tutti i 154 GEP del registro di Varese è in corso la ricerca delle eventuali metastasi epatiche. Le analisi prevedono: 1) un’analisi multivariata dei dati di sopravvivenza considerando i principali fattori prognostici. Lo studio pilota di alta risoluzione prevede analisi descrittive delle variabile più significative (età alla diagnosi, procedure diagnostiche, presenza e sede di metastasi, trattamenti effettuati) ed analisi di sopravvivenza per stadio e tipo di trattamento. Per la revisione dei NET epatici, lo studio pilota riporterà come risultato qualche considerazione sulla fattibilità di questa revisione.
Discussione: 
Come per i tumori solidi frequenti, anche i NET-GEP hanno prognosi infausta negli anziani ed un migliore esito rispetto alla media europea. Lo studio contribuirà ad un argomento dibattuto: la storia naturale della malattia dei NET-GEP con metastasi epatiche è oggetto di controversie ed è poco descritta in letteratura. L’ intervento chirurgico che porta a migliore outcome nel lungo periodo è possibile solo per il 10% di questi pazienti. Diversi trattamenti non chirurgici sono stati sviluppati negli ultimi anni ma ci sono ancora incertezze relativamente alle migliori opzioni terapeutiche a causa dell’assenza di dati solidi. Lo studio, basandosi su una copertura di popolazione italiana consistente, analizzerà, speriamo, un più cospicuo numero di casi, rispetto a quello delle casistiche cliniche. Il contributo dei registri tumori di popolazione in dibattiti clinici sui tumori rari sarà uno dei primi esempi di come è possibile collaborare per aumentare le limitate conoscenze che attualmente si hanno relativamente a questi tumori.