La tromboembolia venosa nei pazienti oncologici delle province di Sondrio, Como e Varese

Titolo completo: 
La tromboembolia venosa nei pazienti oncologici delle province di Sondrio, Como e Varese
E-mail (autore per corrispondenza): 
ac.fanetti@asl.sondrio.it
Autore/i: 
Fanetti AC(1), Tessandori R(1), Contiero P(3), Bosio V(2), Caparelli M(2), Cecconami L(1), Cerofolini I(2) Corti M(2), Gola G(2), Giordano M(4), Maspero S(1), Moroni E(1), Pisani S (5), Sanoja Gonzalez MA(3) Tagliabue G(3) Tersalvi CA(2)
Istituto/i: 
(1)ASL della Provincia di Sondrio (2)ASL della Provincia di Como (3)Istituto Nazionale dei Tumori, Milano (4)Azienda Ospedaliera Sant’Anna, Como (5) ASL della Provincia di Varese
Obiettivi: 
La finalità dello studio è di calcolare in una coorte di pazienti oncologici nel periodo 2000-2009 la frequenza di tromboembolia venosa (TEV) verificatasi a partire da due mesi antecedenti alla diagnosi di tumore. L’analisi è volta inoltre di studiare l’associazione tra la comparsa dell’evento tromboembolico e la presenza di possibili determinanti, quali l’età, il sesso, il tipo di tumore, la presenza di malattia metastatica, la somministrazione di chemioterapici, la radioterapia, la presenza di altri stati morbosi, la presenza di eventuale profilassi antitrombotica.
Materiali e metodi: 
Lo studio di coorte retrospettivo è basato sui dati dei Registri Tumori di Sondrio, Como e Varese e comprende tutti i casi di tumore invasivo (settore C secondo ICD-10) registrati nel periodo 2000-2009 (Sondrio: 2000-2009, Varese: 2000-2007, Como: 2003-2007). I casi di tromboembolia sono identificati sulla base delle SDO, secondo i codici ICD-9-CM, relativi a trombosi venosa profonda e embolia polmonare, verificatisi nell’intervallo compreso tra i due mesi antecedenti alla diagnosi di tumore e la fine del 2009. La presenza di altri stati morbosi, diagnosticati prima dell’insorgenza della TEV, viene identificata nelle SDO e include le seguenti categorie nosologiche: malattia cardio-cerebro-vascolare (infarto del miocardio, scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa, ictus cerebri), broncopneumopatia cronica ostruttiva, diabete, sindrome nefrosica, malattie infiammatorie, paraproteinemia, policitemia, demenza, infezioni, traumi o interventi chirurgici pregressi. La presenza di metastasi viene identificata mediante le SDO e i dati dei Registri. La chemioterapia e la radioterapia, effettuate precedentemente all’insorgenza della TEV, sono identificate mediante le SDO, gli accessi ambulatoriali e il file F. L’analisi di statistica descrittiva è effettuata mediante PSPP. La differenza tra le frequenze è valutata mediante test chi-quadrato.
Risultati: 
Vengono di seguito presentati i risultati preliminari dell’analisi. La coorte di pazienti oncologici identificata comprende 62261 soggetti, di cui 44,6% femmine e 55,4% maschi. L’età media è pari a 66,56 anni (DS 14,21), l’età mediana è pari a 68 anni. La popolazione della coorte è distribuita nelle province come segue: il 30,0% della coorte vive nella provincia di Como, il 13,4% nella provincia di Sondrio e il 56,6% nella provincia di Varese. Nella coorte identificata e nel periodo in studio, il 30,4% dei pazienti ha sviluppato malattia metastatica. Il 9,7% dei pazienti è risultato portatore di catetere venoso centrale. Gli eventi tromboembolici si sono verificati nel 3,6% della coorte, con una distribuzione per sesso come segue: 45% nelle donne e 55% negli uomini. La frequenza di TEV nelle donne e negli uomini è sovrapponibile (3,7% vs 3,6%, p>0,05). La frequenza di evento tromboembolico nei pazienti affetti da malattia metastatica è risultata pari a 5,3% vs 2,9% nei pazienti con malattia non diffusa (p<0,001). La frequenza è risultata aumentata nei pazienti portatori di catetere venoso centrale rispetto ai non portatori (6,2% vs 3,3%, p<0,001). I dati relativi alla frequenza di TEV nei pazienti sottoposti a chemioterapia, seppur parziali, indicano un aumento dei casi sottoposti a terapia antiblastica (4,3% vs 3,5%, p< 0,05). La distribuzione per classi di età dimostra un aumento dei casi di TEV con l’invecchiamento, come indicato in tabella 1. La distribuzione per sede del tumore (riportata in tabella 2) mostra una frequenza di TEV aumentata nel caso di tumore del fegato e delle vie biliari (8,5%), mesotelioma (6,3%) tumore dell’ovaio (6,0%), osso e tessuti molli (5,5%), pancreas (4,7%), trachea e polmone (4,4%), vie urinarie (4,3%).
Discussione: 
La TEV rappresenta una possibile complicanza della malattia neoplastica e una delle cause di morte dei pazienti oncologici. La TEV associata a tumore ha importanti implicazioni sia dal punto di vista clinico che economico, in termini di aumentata ospedalizzazione e ritardo nei trattamenti antineoplastici, con conseguente peggioramento della qualità della vita. L’analisi finora effettuata indica una diversa distribuzione degli eventi tromboembolici in tumori a sede diversa. I tumori del fegato e delle vie biliari, il mesotelioma e il tumore dell’ovaio sono risultati associati a una frequenza aumentata di TEV. La presenza di malattia in stadio metastatico è associata ad un aumento della frequenza di TEV, così come la somministrazione di chemioterapici e la presenza di catetere venoso centrale. La frequenza di evento tromboembolico aumenta all’aumentare dell’età. Gli sviluppi dello studio permetteranno di valutare l’associazione tra l’insorgenza di evento tromboembolico e i possibili determinanti, tra i quali la tipologia di farmaco precedentemente somministrato e la comorbilità.
Carica documento: