10 domande alla Presidente AIRTUM Dott.ssa Lucia Mangone

  1. Cara Presidente, qualche dato personale per cominciare

Nata a Muro Lucano (Potenza) dove ho frequentato il Liceo Scientifico, nel 1981 mi sono trasferita in Emilia-Romagna dove ho conseguito Laurea in Medicina, Specializzazione in Oncologia Medica, Master in Epidemiologia e Master in Clinical Giovernace. Nel 1989 ho iniziato a lavorare presso la Divisione di Oncologia del Policlinico di Modena dove seguivo sia l’attività clinica che il Registro Tumori. Nel 2000 mi sono trasferita a Reggio Emilia dove ho contribuito ad implementare il Registro Tumori di popolazione.

  1. In qualità di Presidente AIRTUM, quali sono gli obiettivi prioritari del suo mandato?

Quando sono stata eletta Presidente ero nel direttivo AIRTUM da 9 anni e quindi ho provato a tradurre il mio percorso in 3 obiettivi. Trasparenza: raccontare ai soci tutto quello che facciamo; Partecipazione: favorire il coinvolgimento dei soci nei lavori delle Commissioni; Comunicazione: implementare un nuovo sito e maggiore attenzione alla diffusione dei nostri dati verso l’esterno.

  1. Cosa fa la Presidente AIRTUM quotidianamente?

Accompagna il figlio a scuola, lavora al Registro Tumori e segue l’attività dell’Associazione. Risponde alle richieste dei soci AIRTUM, delle Istituzioni ed Associazioni e prepara le relazioni per gli interventi eventi a cui è chiamata a partecipare.

  1. Quali sono i punti di forza dell’Associazione?

Il principale punto di forza è rappresentato...dalle persone: i Soci fondatori, i Past President, i componenti del Consiglio Direttivo. E poi ci sono i Soci straordinari che lavorano nell’ombra, i mediani che registrano casi, litigano per una codifica, si spostano per consultare cartelle cliniche e partecipano agli eventi formativi spesso a proprie spese. E’ a queste persone che AIRTUM dovrebbe dire tutti i giorni Grazie.

  1. Quali sono gli obiettivi che AIRTUM si pone verso la popolazione?

Il primo obiettivo era parlare ai professionisti e ci stiamo riuscendo: abbiamo ottimi rapporti con le Istituzioni (Ministero della Salute, ISS) e con le Società Scientifiche (AIOM, AIE, SIAPEC, SItI ecc): Poi arrivare ai media ed anche qui siamo sulla buona strada. Quindi abbiamo avviato rapporti stabili con le Associazioni di pazienti (Europa Donna, Salute Donna, FAVO, Fondazione AIOM, solo per citare le più importanti). A livello locale abbiamo ottimi rapporti anche con i cittadini.

  1. La sua professione la  porta spesso in giro tre le regioni italiane per parlare di malattia oncologica: qual è la sensazione ed il riscontro che ne riceve?

Poche persone hanno la vera percezione della malattia oncologica nella propria area. In generale al sud sono tutti coscienti che le strutture sanitarie sono meno efficienti e quindi per fare diagnosi e trattamento iniziano i lunghi pellegrinaggi nelle regioni del nord, con gravi ripercussioni sulla famiglia e sul lavoro. Non è giusto tutto questo e spesso non è neanche necessario: forse è giustificato per quei tumori rari ma per le grandi patologie le cure sono identiche in tutta Italia. Al Sud è poco diffuso il concetto di prevenzione ma mi sembra che qualcosa sta cambiando.

  1. Ci sono persone o episodi in Airtum che ricorda con piacere?

Molti soci AIRTUM sono miei amici o lo sono diventati negli anni: ho partecipato a numerosi eventi ed è naturale che episodi personali e professionali si sono spesso intrecciati. Nel ‘93 a Milano ho partecipato per la prima volta alla Riunione Scientifica “Associazione Italiana di Epidemiologia: Gruppo dei RT”: ricordo un intervento di Lidia Serventi e io che avevo la nausea perché incinta del mio secondo figlio. E poi ricordo con affetto una riunione del GRELL a Granada nel ’94 (con annessa gita a Cordova con Crocetti) e a Lione nel ’95 (avevo con me mio figlio di 2 anni). E poi tutte le riunioni AIRTUM in Italia: non sono mai mancata con la sola interruzione di Trento (nato il terzo figlio) e Palermo per motivi di salute. Spesso cito una bella cena sociale a Marsala nel 2005 perché Franco Berrino mi raccomandò di non comprare merendine per i miei figli ma di preparare in casa dei biscotti semplici: ho seguito questo consiglio per tutti gli anni a seguire.

  1. C’è una frase che l’accompagna in questa attività di Presidente e nella sua vita in generale?

Voglio sempre fare tante cose, farle bene e farle in fretta. Succede a casa e al lavoro: questo mi espone al rischio di sbagliare e di essere criticata, ma per me va bene così.

  1. Una cosa che non ti aspetti dalla Presidente AIRTUM

Mi piace cucinare: pesce, pizza, pane (impastato con lievito madre) e ...dolci. Mi piace cucire (da ragazza avevo frequentato un corso di taglio-cucito) e un poco ricamare (di recente ho ricamato i portatovaglioli per tutta la famiglia) e poi...adoro l’arte. Vado in giro per l’Italia e qualche volta in Europa per visitare mostre d’arte. Ho la passione per Caravaggio e Picasso, due artisti apparentemente diversi ma con un comune denominatore: vite intense e passionali e tutta la drammaticità della loro esistenza traspare nelle loro opere. Credo che in fondo tutti noi trasmettiamo quello che siamo in ciò che facciamo...

  1. Per renderla felice basterebbe...

Una passeggiata sulla Promenade des Anglais, un calice di Chablis, un libro di Saramago o di Calvino...