Come lavora il Registro Tumori di Viterbo: la parola alla responsabile Angelita Brustolin

Il registro Tumori di Viterbo è una unità funzionale del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Viterbo: il suo cammino ha inizio nel 2010, presso il Distretto 2 di Tarquinia, dove rimane fino alla fine del 2014, quando l’Azienda Sanitaria Locale di Viterbo ha attuato una riorganizzazione del RegistroTumori, collocandolo a livello centrale, a Viterbo, nel Dipartimento di Prevenzione.
In questo periodo anche il contesto organizzativo regionale viene modificato con l’istituzione, nel giugno 2015, del Registro Tumori di popolazione della Regione Lazio, di cui attualmente il Registro Tumori della provincia di Viterbo è una delle sei unità funzionali. Ed è così che il gruppo di lavoro, coordinato dal medico del lavoro-epidemiologa Angelita Brustolin, assume l'attuale assetto a “tinta rosa”, poiche’ costituito esclusivamente da donne: Simonetta Beggiato, esperta nella registrazione e codifica dei casi delle neoplasie, Silvia Aniceti, Lorenzina Fiocchetti, Patrizia Galeotti, Giulietta Schirra, Anna Capati ed Anna Nami, deputate alla raccolta delle informazioni relative ai casi di tumore. Nell'aprile del 2016, il certosino lavoro di squadra porta un primo tangibile risultato : l'accreditamento AIRTUM per i dati relativi alla casistica 2006 – 2010. Segue, l’8 novembre 2016, il convegno per la presentazione del primo rapporto sui dati di incidenza e mortalità, riferiti agli anni 2006-2010.
L'anima e il valore di un Registro Tumori è dato dalla qualità del suo personale e dalla sua organizzazione, dunque per poter comprendere il contesto in cui il Registro si sviluppa abbiamo posto al suo direttore alcune domande di approfondimento:
Quali sono le maggiori criticità della provincia di Viterbo dal punto di vista ambientale e come questo ha influenzato il lavoro del Registro?
A.B.: Beh la provincia di Viterbo si confronta quotidianamente con problemi specifici del suo territorio quali la presenza di arsenico nell’acqua potabile, l'esposizione a radon e a microcistine tossiche algali (Plantotrix Rubescens). Queste ultime derivanti dall'uso delle acque del lago di Vico, in particolare per alcuni comuni, a fini potabili ed agricoli, per la pesca e la balneazione. A tutto ciò si aggiunge l'esposizione a pesticidi tipica di una provincia ad alta vocazione agricola. Considerata l'attività svolta è così naturale che di volta in volta il mio Registro venga coinvolto con richieste specifiche da parte dei comuni, in merito a dubbi sulla sospetta maggior incidenza dei tumori, in relazione a problematiche di inquinamento ambientale, in particolare da arsenico.
Quali sono le maggiori difficoltà che il Registro si ritrova ad affrontare nel portare avanti il suo lavoro?.
A.B.: L'assenza di personale dedicato e quindi riuscire a garantire la continuità del lavoro, poiché tutto il gruppo è costituito da personale funzionalmente condiviso con altre unità operative aziendali. Inoltre, nel finanziamento regionale per il RT della regionale Lazio, non sono contemplate voci di spesa specifiche destinate alle unità funzionali, per le quali è stato ipotizzato un impegno finanziario solo dopo il superamento della fase di rientro del disavanzo sanitario. Un altro fattore critico è l’'elevata migrazione sanitaria dei pazienti che caratterizza il nostro territorio e che comporta mesi di lavorazione aggiuntivi.
Quale importanza dà il suo registro alla formazione e come la attua?
A.B.: La formazione dei componenti del gruppo di lavoro è fondamentale, per continuare a garantire un lavoro di codifica di qualità ed il confronto con gli altri Registri. Malgrado le difficoltà legate alla precarietà di risorse, la partecipazione ai corsi di aggiornamento AIRTUM è una costante del nostro gruppo, almeno uno l'anno per componente. Stiamo inoltre preparando un corso ECM aziendale, con metodiche tutoriali, per implementare l'attività del Registro e garantire, a cascata, l'esperienza formativa dei singoli.
Quali sono i prossimi obiettivi che il registro si prefigge di raggiungere?
A.B.: Recuperare il lavoro arretrato, riducendo il ritardo nella produzione dei dati a due-tre anni, continuando a lavorare con precisione ed accuratezza, e, parallelamente, garantire la collaborazione al RT regionale.
In 3 aggettivi cosa richiede al suo staff?
A.B.: Di continuare ad essere tenaci, costanti e precise, malgrado le difficoltà operative

Ma chi è la dottoressa Angelita Brustolin?.... Conosciamola meglio
Angelita nasce a Blera, un piccolo paese collinare della Tuscia meridionale, non è sposata si è laureata presso l’Università degli Studi di Siena, specializzata in Medicina del Lavoro, presso l’Università degli Studi di Parma ed ha superato, brillantemente, il Master di II livello, ISI-AIE in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, in Epidemiologia con lavoro di tesi: “Analisi del quadro di mortalità in una coorte di agricoltori e dei loro familiari”
Dottoressa qual è la cosa che la infastidisce di più e che proprio non riesce a tollerare?
L’ipocrisia, la disonestà e l’avarizia.
L'ultima delusione vissuta e la più grande soddisfazione è stata...
In ambito lavorativo, l'ultima delusione è quella non essere riuscita ancora a far capire la necessità cruciale e ottenere un team dedicato all’attività del registro, mentre la più grande soddisfazione è stata quella di conseguire l’accreditamento AIRTUM e la pubblicazione del primo rapporto.
In termini personali, il doppio trasloco che ho dovuto affrontare negli ultimi mesi del 2016, per una compravendita saltata e l’acquisto di una nuova casa che mi piace molto, anche se ci vorrà tanto tempo per sistemarla.
Angelita, Le piace viaggiare? Qual è il viaggio che assolutamente vorrebbe fare e che ancora non ha compiuto, e perché proprio questo viaggio?
Mi piace moltissimo viaggiare; mi piacerebbe visitare Amsterdam, perché penso che sia una città speciale, con molti colori, fatta di canali, strade suggestive, casette colorate, biciclette e fiori (ah che meraviglia i tulipani!) e mi incuriosisce molto. Ma al di là di tutto, condivido a pieno il pensiero di M. Proust “Un vero viaggio non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”.
L'ultimo libro che ha letto e la frase che l'ha colpita di più
“Un posto nel mondo” di Fabio Volo. Mi ha colpita molto questa frase: “la gente pensa che la cosa peggiore sia perdere una persona a cui si vuole bene. Si sbaglia. La cosa peggiore è perdere se stessi mentre si vuole troppo bene a qualcuno, dimenticarsi che anche noi siamo importanti”.
Un accessorio di cui non potrebbe mai fare a meno
Gli orecchini.
Se le chiedessi di definire l'arte, direbbe che l'arte è …...
 La bellezza che ci salverà.!