Realizzazione del Registro Tumore Specialistico del Pancreas (RTSP) nella provincia di Reggio Emilia

Titolo completo: 
Realizzazione del Registro Tumore Specialistico del Pancreas (RTSP) nella provincia di Reggio Emilia
E-mail (autore per corrispondenza): 
cassetti.tiziana@asmn.re.it
Autore/i: 
Cassetti T1, Camellini L1, Mangone L2, Sassatelli R1.
Istituto/i: 
1. S.C. Gastroenterologia ed endoscopia digestiva - Dip. Tecnologie avanzate -ASMN- IRCCS Reggio Emilia; 2. Infrastruttura Ricerca-Qualità-Studi Clinici (I-RQS) - ASMN- IRCCS Reggio Emilia
Obiettivi: 
1. Valutare nei pazienti affetti da neoplasia pancreatica residenti nella provincia di Reggio Emilia:  quadro clinico-laboratoristico alla diagnosi  l’iter diagnostico (diagnostica per immagine, caratterizzazione cito-istologica e immunoistochimica)  l’iter terapeutico (tipologia di intervento chirurgico, protocollo chemio radioterapico, palliazione). 2. Ottenere, attraverso l’utilizzo di indicatori di esito, processo e struttura una valutazione ottimale dell’efficacia, efficienza, appropriatezza ed equità dell’iter diagnostico-terapeutico per le neoplasie pancreatiche e proporre delle priorità di intervento sia per quanto riguarda la prevenzione primaria e secondaria che la ricerca.
Materiali e metodi: 
I casi incidenti nel periodo 2005-2009 sono stati identificati attraverso le SDO e gli archivi di anatomia patologica dell’ASMN- IRCCS di Reggio Emilia. Attualmente è in corso la rilevazione delle variabili cliniche “specialistiche” con l’ausilio dei dati informatizzati e delle cartelle cliniche per gli anni 2008-2009 (i dati del 2008 sono già in fase di audit).
Risultati: 
Dall’analisi preliminare dei dati è emerso che nel cinquennio 2005-2009 le diagnosi di tumore maligno del pancreas nell’intera provincia di Reggio Emilia sono state in tutto 531 di cui 248 nei maschi e 283 nelle femmine. I preliminari ottenuti sono stati comparati con i quelli del Registro Tumori di Reggio Emilia riscontrando una elevata concordanza complessiva per quanto riguarda il numero di casi/anno, distribuzione per sesso, topografia, morfologia, comportamento e grading. Dei casi incidenti nel 2008 abbiamo già raccolto le variabili specialistiche di interesse di 94 pazienti (91.3%). Dall’analisi preliminare di questi dati è emerso che per quanto riguarda il percorso diagnostico circa il 74% dei pazienti hanno effettuato la TC, il 47% l’EUS (eco endoscopia), il 31% EUS+ (risultate tutte dei veri positivi). La PET è stata eseguita dal 19% dei pazienti e circa il 26% hanno un esame citologico o istologico sulla sede primitiva o secondaria; a tal proposito i pazienti con diagnosi di neoplasia in stadio metastatico sono circa il 31%. La palliazione dell’ittero attraverso ERCP (colangiopancreatografia retrograda endoscopica) è stata eseguita su circa il 36% dei pazienti (al 54% dei pazienti sono state introdotte delle protesi metalliche mentre al 35% sono state utilizzate quelle in plastica). Il trattamento chirurgico è stato eseguito su circa il 30% dei pazienti ove principalmente sono state eseguite duodenocefalopancreasectomie (18%) e pancreasectomie (36%). Per quanto riguarda invece, il trattamento chemioterapico è stato eseguito in circa il 35% dei pazienti (trattasi per lo più di chemioterapia neoadiuvante/palliativa) mentre la radioterapia nel 3% dei pazienti soprattutto nei casi presenza di metastasi.
Discussione: 
Quello del pancreas, insieme al mesotelioma pleurico, rappresenta la neoplasia che meglio si identificano come i tumori “a cattiva prognosi” in quanto presenta una sopravvivenza relativa a 5 anni più bassa rispetto alle altre sedi tumorali (5%)1. Il pessimo outcome è riconducibile a diversi fattori fra cui la diagnosi tardiva legata all’insorgenza dei sintomi quando la malattia è ormai in fase avanzata, la maggiore aggressività biologica di questo tumore, la limitata efficacia dei trattamenti e dall’assenza di programmi di screening. Infatti, le conoscenze inerenti il tumore del pancreas sono ancora molto scarse, ragion per cui si rende necessario mettere in atto un programma di ricerca inerente gli aspetti eziologici, fisiopatologici, diagnostici e terapeutici ad oggi pressoché sconosciuti. Il livello di approfondimento, infatti, diviene sempre maggiore con il passare del tempo, sconfinando nei campi della biologia molecolare, nell’evoluzione degli strumenti diagnostici, nell’identificazione e nella sorveglianza di individui a maggior rischio con conseguente anticipazione della presa in carico del paziente oncologico. Riteniamo che un registro tumori specialistico del pancreas possa contribuire a dare risposte a questi quesiti.
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