Comunicato stampa - Rapporto AIRTUM-AIEOP 2012

COMUNICATO STAMPA
Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM)
Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP)

Pubblicata la monografia
I tumori in Italia - Rapporto 2012
I tumori dei bambini e degli adolescenti
(Epidemiologia & Prevenzione 2013; 37(1) Suppl. 1: 1-296)  

Il Rapporto targato AIRTUM e AIEOP, contenente i dati più aggiornati sui tumori che colpiscono bambini e adolescenti italiani (fasce d’età 0-14 e 15-19 anni, periodo 2003-2008), sarà presentato in occasione della XVII Riunione annuale dell'Associazione Italiana Registri Tumori presso

EURAC Convention Center - viale Druso 1 - Bolzano
20 marzo 2013 - ore 17.00

L'aumento dell’incidenza (nuovi casi/anno) dei tumori infantili registrato in Italia
fino alla seconda metà degli anni Novanta si è arrestato.

I bambini e i ragazzi tra 0 e 19 anni che muoiono di tumore sono sempre meno:
nel 2008 i decessi sono circa un terzo di quelli registrati nei primi anni Settanta.

Nell’ultimo decennio (1998-2008) l’andamento dell’incidenza del complesso dei tumori maligni nella fascia d'età 0-14 anni è stazionario; ma a partire dal 1995 le diagnosi di leucemia linfoblastica acuta (che rappresentano l’80% di tutte le leucemie e un quarto di tutti i tumori dei bambini)
diminuiscono in maniera significativa del 2% all’anno.

Tra gli adolescenti, nello stesso periodo (1998-2008) le diagnosi di tumori maligni aumentano tra le ragazze (+2% all’anno), mentre in ambedue i sessi si registra un incremento dei tumori della tiroide (+8% all’anno).

Ogni anno, tra il 2003 e il 2008, in Italia si sono diagnosticati mediamente 164 casi
di tumore maligno per milione di bambini (0-14 anni) e 269 casi per milione di adolescenti (15-19 anni). Questi tassi risultano omogenei sul territorio italiano.

Nel periodo 2003-2008 l'82% dei bambini e l'86% degli adolescenti è in vita cinque anni dopo la diagnosi di tumore; anche questo dato di sopravvivenza non mostra differenze geografiche significative.

Attualmente i tassi di incidenza italiani risultano relativamente elevati se paragonati
a quelli registrati negli Stati Uniti e nei Paesi del Nord Europa.

Per il quinquennio 2016-2020 si stima che saranno diagnosticate 7.000 neoplasie tra i bambini e 4.000 tra gli adolescenti, in linea con il quinquennio precedente.

Con l’aumento dell’immigrazione, è in costante crescita anche il numero di bambini nati all’estero curati nei Centri AIEOP (2% del totale nel 1999, 8% nel 2008).

Questi i messaggi principali contenuti nel Rapporto sui tumori dei bambini e degli adolescenti che l’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) ha prodotto in collaborazione con l'Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP). La monografia è stata realizzata con il supporto del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) del Ministero della salute. Il volume è pubblicato come supplemento a Epidemiologia & Prevenzione, la rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, ed è liberamente scaricabile dal sito web dell’AIRTUM (www.registri-tumori.it).

I risultati del Rapporto si basano sui dati prodotti dalla rete dei Registri tumori di popolazione, sia specializzati (infantili) sia generali, che afferiscono all’Associazione Italiana dei Registri Tumori. I dati dell’AIRTUM trovano un utile complemento nei dati raccolti dal registro dei centri specializzati AIEOP e nei dati di mortalità raccolti dall’Istat.

La precedente monografia sui tumori infantili si fermava ai dati del 2002, questa aggiunge i dati riferiti al periodo 2003-2008, portando così le analisi dei trend a coprire un periodo di ben 20 anni (1988-2008).

Una novitÀ

A differenza degli altri Rapporti AIRTUM, questo non si limita a presentare i dati più aggiornati oggi disponibili in Italia, ma ospita per la prima volta anche una serie di riflessioni provenienti dall'esterno di AIRTUM e AIEOP che contribuiscono a delineare una visione composita del tema. Gli interventi infatti affrontano temi che spaziano dalle cause e fattori di rischio delle neoplasie pediatriche, fino alla salute infantile nei siti inquinati, dagli aspetti psicologici connessi alla malattia al punto di vista dei genitori.

L'aumento delle diagnosi di tumori nei bambini descritto nel corso degli anni Novanta si è fermato. A che cosa è attribuibile questa inversione di tendenza?

Non è chiaro perché l’incidenza dei tumori (tutti) nei bambini ora sia stazionaria, dopo l’aumento del decennio precedente. Sicuramente, la migliore capacità diagnostica e l'aumentata sensibilità dei sistemi informativi hanno contribuito all’aumento di alcuni tipi di tumori (in particolare i tumori del sistema nervoso centrale, ma è possibile che un effetto "accertamento diagnostico" abbia influenzato anche l’andamento delle leucemie). Al momento, non è possibile spiegare nemmeno la diminuzione di leucemie linfoblastiche nei maschi.

Perché invece tra gli adolescenti, negli anni tra il 1998 e il 2008, l'incidenza è aumentata? In particolare, come si spiega l'incremento dei carcinomi della tiroide? Può esserci un nesso con l'incidente di Chernobyl?

Ci sono prove del fatto che l’aumento di diagnosi di tumori della tiroide (a ottima prognosi) sia dovuto a un incremento della sorveglianza che va al di là dell'esecuzione di accertamenti motivati dalla presenza di sintomi e che in molti casi si configura come uno "screening", ma condotto al di fuori di una rete organizzata di monitoraggio (come accade invece per gli screening del cancro della mammella, della cervice uterina e del colon-retto), un fenomeno che riguarda in modo ancor più marcato gli adulti e la maggior parte dei Paesi ricchi. Che cosa significa questo? Che quando si diagnosticano tumori in soggetti che non presentano sintomi è possibile che vengano inclusi anche casi che, seguendo la propria storia naturale, non si sarebbero comunque manifestati. Per chiarire questo aspetto, AIRTUM ha avviato uno studio per capire quanto dell’aumento osservato sia riconducibile a questa distorsione.

Infine, per quanto riguarda Chernobyl, non è possibile stabilire un legame con l'incidente nucleare.

Perché l'incidenza complessiva dei tumori tra bambini e adolescenti è più alta in Italia rispetto a quella rilevata negli Stati Uniti e nei Paesi del Nord Europa?

Anche questo non è chiaro: l'analisi dei fattori di rischio noti non offre ovvie spiegazioni. Va osservato tuttavia che le variazioni geografiche dell’incidenza dei tumori nei bambini sono molto meno marcate che negli adulti (anche se in termini relativi possono sembrare importanti). Le cause di queste differenze sono quindi più difficili da identificare. Va sottolineato peraltro che questo dato riguarda il complesso dei tumori. Se si scende nel dettaglio, si nota che, a fronte di tassi di incidenza per le neoplasie del sistema emolinfopoietico (leucemie e linfomi) più elevati in Italia in confronto a Stati Uniti e Nord Europa, l'opposto avviene per le neoplasie del sistema nervoso centrale, la cui incidenza è più bassa nella Penisola.

Che cosa suggeriscono questi dati in merito all'offerta di cure e assistenza? È possibile migliorarla? Se sì, quali gli interventi proposti?

Questo lavoro dimostra che l’accesso a cure specializzate e altamente efficaci è aumentato nel tempo, tanto che la sopravvivenza oggi è simile per tutti i casi, indipendentemente dal luogo di residenza dei malati. Resta il fatto che, per accedere alle cure, spesso i bambini residenti al Sud e nelle Isole migrano verso altre Regioni più spesso degli altri (una quota di migrazione sarà comunque sempre necessaria, in particolare per i tumori più rari).

Un altro dato riguarda i ragazzi più grandi: pochi infatti sono tuttora gli adolescenti curati presso i centri specializzati AIEOP. Ciononostante, la loro sopravvivenza è migliorata in maniera significativa e questo testimonia un’aumentata capacità dei servizi di oncologia degli adulti di trattare anche i giovani casi.

Si può affermare che per i bambini malati di tumore oggi la priorità non consiste tanto nell'assicurare l’accesso a cure ottimali, quanto rendere l’offerta di questi servizi più razionale, al fine di ridurre la necessità di migrare fuori Regione e, quindi, diminuire i costi che devono sopportare sia le famiglie sia il sistema sanitario.

Tale razionalizzazione è ancora più importante per le cure offerte agli adolescenti, per i quali a tutt'oggi non esiste una rete di servizi specifici ben definita.

 

I TUMORI IN ITALIA - RAPPORTO 2012

I tumori dei bambini e degli adolescenti

Pubblicato free full text su:
sito AIRTUM (http://www.registri-tumori.it)
Epidemiologia & Prevenzione (Epidemiol Prev 2013; 37(1) Suppl. 1: 1-296)

ALLEGATI:
Grafico 1: trend tassi di incidenza bambini (anni 0-14) 1988-2008
Grafico 2: trend tassi di incidenza adolescenti (anni 15-19) 1988-2008
Rapporto: Autori, Indice, Abstract, Cover

CONTATTI:

Paola Pisani, Registro dei tumori infantili del Piemonte, coordinatrice del gruppo di lavoro AIRTUM-AIEOP che ha prodotto il Rapporto 2012; e-mail: paola.pisani@unito.it ; cell. 333-98923998

Emanuele Crocetti, Registro tumori toscano, coordinatore del gruppo di lavoro AIRTUM-AIEOP che ha prodotto il Rapporto 2012; e-mail: e.crocetti@ispo.toscana.it ; cell. 348-2945745

Inferenze Milano, Redazione sito AIRTUM; e-mail: info@registri-tumori.it ; tel. 0331-482187; www.registri-tumori.it

SCHEDA

Questo Rapporto aggiorna al 2008 la precedente monografia pubblicata nel 2008 i cui dati si fermavano al 2002 (Epidemiol Prev 2008; 32(2) Suppl. 2) ed è suddiviso in tre parti.

La prima, basata sui dati provenienti dai registri tumori afferenti ad AIRTUM, presenta in modo sistematico attraverso grafici i tassi di incidenza (nuovi casi registrati ogni anno) e probabilità di sopravvivenza in relazione a età, area geografica, sesso e tendenze temporali per i diversi tipi di tumore in tre gruppi d’età: 0-14, 15-19 e 0-19 anni (le schede sono corredate da un’utile guida alla lettura).

La seconda, basata su dati AIRTUM e AIEOP, illustra i problemi di organizzazione sanitaria per la cura di questi pazienti, la stima del numero di nuovi casi attesi in Italia nei prossimi 10 anni, la stima del numero di giovani adulti viventi dopo neoplasia curata in età pediatrica nonché l’andamento della mortalità specifica determinato da terapie e offerta sanitaria, e aspetti di organizzazione dei servizi di cura di questi pazienti.

La terza parte ospita interventi provenienti da realtà esterne, tra cui le associazioni dei genitori dei bambini malati, e raccoglie commenti e approfondimenti sul tema delle cause e della prevenzione dei tumori infantili e sui problemi delle complicanze a lungo termine nei guariti. 

I dati sono stati raccolti e analizzati in tre pool distinti:

  • pool 2003-2008: i dati sono raccolti da 31 registri tumori, nel cui raggio di rilevazione rientra il 47% della popolazione sotto i 20 anni d'età (nel 2011 i residenti tra 0 e19 anni erano 11 milioni);
  • pool 1993-2008: i dati provengono da 17 registri tumori, e sono riferiti al 28% della popolazione di bambini e adolescenti residenti;
  • pool 1988-2008: i dati sono forniti da 11 registri tumori per la fascia d'età 0-14 anni, 10 per la fascia d'età 15-19 anni, e si riferiscono a una popolazione corrispondente al 22% dei bambini e adolescenti residenti.

I TUMORI IN ITALIA - RAPPORTO 2012

I tumori dei bambini e degli adolescenti

Pubblicato su:

sito AIRTUM (http://www.registri-tumori.it/cms/it/Rapp2012)

Epidemiologia & Prevenzione (Epidemiol Prev 2013; 37(1) Suppl. 1)

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