Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM)
COMUNICATO STAMPA
Pubblicata la monografia
I tumori in Italia - Rapporto AIRTUM 2011
Epidemiologia & Prevenzione 2011; 35 (5-6) Suppl. 3
In Italia la sopravvivenza dei malati di tumore continua ad aumentare,
ma al Sud è di 4-10 punti percentuali più bassa che al Centro-Nord.
Se si considera l’insieme di tutti i tumori (esclusi quelli di vescica e cute),
la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi dei malati oncologici In Italia
è pari al 50% per gli uomini e al 60% per le donne.
Questo dato è superiore alla media europea ed è simile a quello registrato nei Paesi scandinavi,
mentre è inferiore a quello degli Stati del Nord America.
Tra il 1990 e il 2007 il periodo di permanenza in vita dei malati di cancro è aumentato
del 14% per gli uomini e del 9% per le donne. Questo importante miglioramento
permane anche a distanza di 10 e 15 anni dalla diagnosi.
La sopravvivenza a 5 anni per i tumori di maggiore impatto sociale mostra che a fianco
di neoplasie a buona prognosi permangono ancora tumori a prognosi infausta:
- la sopravvivenza è alta per alcune sedi tumorali quali tiroide (94%),
mammella della donna (87%), prostata (89%),
cervice uterina (61%) e colon-retto (58%);- è inferiore al 50% per le leucemie (43%) e il tumore dello stomaco (29%);
- ed è al di sotto del 20% per fegato (14%) e polmone (13%).
Negli uomini la sopravvivenza a 5 anni è di circa
10 punti percentuali più bassa rispetto a quella delle donne.
Nella gran parte dei tumori maligni la sopravvivenza
appare inversamente proporzionale all’età.
Questi i risultati principali del Rapporto AIRTUM 2011 dedicato alla sopravvivenza oncologica, basato sulle informazioni raccolte dai 31 Registri afferenti alla rete AIRTUM, che complessivamente copre il 38% della popolazione residente nel Paese (un numero di persone monitorate tra i più alti in Europa, vd. mappa sul sito www.registri-tumori.it/copertura). Le analisi hanno riguardato oltre 1.490.000 casi di tumore diagnosticati tra il 1990 e il 2007, con aggiornamento dello stato in vita al 31.12.2008.
Lo studio, finanziato dal Ministero della salute tramite il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM), è pubblicato come supplemento a Epidemiologia & Prevenzione, la rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia (scaricabile dal sito web dell’AIRTUM: www.registri-tumori.it/cms/Rapp2011, oppure da quello della rivista: www.epiprev.it).
«Il dato più rassicurante è che nel nostro Paese la sopravvivenza dei malati di tumore cresce ancora,
quello che fa più riflettere è la permanenza di una differenza tra Centro-Nord e Sud che varia tra i 4
e i 10 punti percentuali in relazione ai diversi tumori indagati» spiega Mario Fusco, direttore del
Registro Tumori di popolazione della Campania, coordinatore del Rapporto. «Questo divario era già
noto, ma ora l’affermazione è rafforzata dall’accresciuta rappresentatività dei registri del Sud, il cui
numero negli ultimi anni è raddoppiato, passando da 4 a 8».
«Le sopravvivenze più basse rilevate al Sud» risponde Fusco «riguardano tumori diversi per prognosi e per disponibilità di interventi sanitari, tendono a persistere anche tra coloro che sono sopravvissuti al primo anno dopo la diagnosi e anche tra i malati che sopravvivono per più di 5 anni dalla data di diagnosi. Ciò significa che la più bassa sopravvivenza non è limitata ai casi con malattia intercettata in stadio più avanzato. Quest’ultimo elemento suggerisce che le criticità presenti all’interno dei sistemi sanitari delle Regioni meridionali non siano limitate alla fase diagnostica, ma siano presenti anche nelle successive fasi di gestione della malattia. E’ possibile, dunque, che le differenze rilevate tra il Sud e le altre aree del Paese siano dovute a:
«Sarebbe opportuno» auspica Stefano Ferretti, segretario nazionale AIRTUM «che le differenze rilevate e le possibili cause individuate, diventino, per la sanità pubblica italiana, elementi di approfondimenti e analisi per avviare i necessari interventi di programmazione e controllo. Senza di questi, non vi saranno miglioramenti».
«L’analisi specifica per genere rileva che la sopravvivenza a 5 anni negli uomini è di circa 10 punti percentuali più bassa rispetto a quella delle donne; in questo caso ciò è chiaramente determinato dalla diversa distribuzione nei due generi di tumori a prognosi differente».
«I dati di sopravvivenza oncologica si confermano uno strumento di fondamentale importanza nella valutazione del sistema sanitario nella sua complessità» ribadisce il Segretario dell’AIRTUM, «nella sopravvivenza, infatti, entrano contemporaneamente in gioco la tempestività, la qualità e l’equità dei servizi attivati in campo oncologico. La produzione regolare di aggiornamenti sull’epidemiologia dei tumori basata su dati accurati di popolazione costituisce una grande risorsa di conoscenza, in gran parte ancora sottoutilizzata, per la ricerca di base, per la clinica e per l’organizzazione sanitaria. E’ in tutti questi ambiti che ci aspettiamo vengano utilizzati i dati
contenuti nel Rapporto AIRTUM 2011».
Nello studio sono stati condotti tre diversi tipi di analisi:
Tutti i materiali
sono scaricabili gratuitamente dal sito dell’Associazione www.registri-tumori.it
Mario Fusco, Coordinatore Rapporto AIRTUM 2011, Registro Tumori di popolazione della regione Campania c/o ASL NA3 Sud,
e-mail: mariofusco2@virgilio.it, tel: 081-3174243/4
Stefano Ferretti, Segretario Nazionale AIRTUM, Registro tumori della Provincia di Ferrara, Dip. Medicina sperimentale e diagnostica dell’Università di Ferrara, Sez. di Anatomia, istologia e citologia patologica,
e-mail: stefano.ferretti@unife.it, tel: 0532-455513/17, cell 333-9264482
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| C-S-sopravv-14nov.pdf | 34.84 KB |