Il maggior rischio di lesioni cervicali nelle donne straniere rispetto alle italiane

Titolo completo: 
Il maggior rischio di lesioni cervicali nelle donne straniere rispetto alle italiane si ripercuote in differenze di acce
E-mail (autore per corrispondenza): 
difelicee@ausl.re.it
Autore/i: 
Enza Di Felice1, Massimo Vicentini1, Stefania Caroli1, Lucia Mangone2
Istituto/i: 
1 Registro Tumori Reggiano, Servizio di Epidemiologia, AUSL RE 2 Struttura complessa statistica, qualità e studi clinici, Arcispedale Santa Maria Nuova
Obiettivi: 
Nei paesi occidentali l’incidenza dei tumori invasivi della cervice è in forte diminuzione, grazie all’attivazione di programmi di screening e di vaccinazione contro il papilloma virus, mentre continua a mantenersi elevata nei paesi a forte pressione migratoria (PFPM). Nella provincia di Reggio Emilia, caratterizzata da una quota di stranieri tra le più alte in Italia ed ancora in crescita, il Registro Tumori (RT) raccoglie, in collaborazione con il Centro Screening, a partire dal 1997, variabili diagnostiche, cliniche e terapeutiche relative alle displasie gravi (CIN III) e ai tumori cervicali in situ e infiltranti occorsi a tutte le donne residenti. Il presente studio si propone di analizzare l’incidenza e il rischio di insorgenza dei tumori cervicali nelle donne straniere rispetto alla popolazione italiana, e valutare se esistono differenze di accesso e di cura.
Materiali e metodi: 
Lo studio analizza le lesioni precancerose (CIN III) e cancerose della cervice dal 1997 al 2008 relative alle donne residenti in provincia di Reggio Emilia. Sono state considerate straniere quelle con cittadinanza di PFPM, mentre quelle con cittadinanza di Paesi a Sviluppo Avanzato sono state assimilate alle italiane. I tumori nelle straniere sono stati confrontati con quelli nelle italiane in termini di stadio alla diagnosi (TNM raggruppato), intervento chirurgico e modalità diagnostica (stato di screening). Per gli anni 2002-2008, è stata stimata la distribuzione per età della popolazione straniera, applicando al dato ISTAT i pesi per età ricavati dall’Anagrafe Assistiti provinciale; pertanto è stato possibile calcolare, per tipologia di lesione (CIN III, in situ e infiltrante), i Rapporti Standardizzati di Incidenza (RSI) e i relativi Intervalli di Confidenza (IC) al 95% utilizzando come popolazione di riferimento quella italiana.
Risultati: 
Nel periodo 1997-2008 si sono registrate 1567 lesioni (235 carcinomi infiltranti, 339 in situ e 993 CIN III), di cui 163 tra le straniere (rispettivamente 15, 47, 101): sia nella popolazione generale, che tra le straniere il tumore viene diagnosticato prevalentemente in fase estremamente precoce. La proporzione di donne straniere sul totale delle lesioni cervicali è aumentata dal 3% al 21%, in misura molto maggiore rispetto alla loro presenza nella popolazione femminile residente (valore al 2008 pari all’11%). Le cittadinanze complessivamente più rappresentate sono Romania (con 29 lesioni), Marocco (17), Ucraina e Moldavia (15), Cina (14). Tale classifica rispecchia in minima parte le cittadinanze più rappresentate nella popolazione (al 2008 la Romania era al 5° posto). Nel periodo 2002-2008 il rischio di insorgenza di lesione cervicale nelle straniere è risultato significativamente maggiore rispetto alle italiane (RSI=2.4, IC95%=2.0-2.9): il rischio si conferma aumentato analizzando i dati per tipologia di lesione, tuttavia nei tumori invasivi non è statisticamente significativo (RSI=1.7, IC95%=0.8-3.1 per gli invasivi; RSI=3.3, IC95%=2.3-4.6 per gli in situ; RSI=2.0, IC95%=1.6-2.5 per le CIN III). I dati relativi a tutto il periodo comunque non evidenziano, tra straniere e italiane, differenze rilevanti nella distribuzione per stadio alla diagnosi, né, a parità di stadio, per tipo di intervento chirurgico, seppure complessivamente prevalgano tra le straniere interventi più conservativi (conizzazioni). Nella lettura di questi risultati va considerato l’importante ruolo dello screening: infatti, analizzando i dati per modalità diagnostica, l’86.5% delle lesioni nelle straniere di età 25-64 anni è screen detected vs. il 77.8% riscontrato nelle italiane.
Discussione: 
Nonostante l’incidenza del tumore cervicale nelle donne straniere sia verosimilmente sottostimata a causa della mobilità sul territorio e della possibile precarietà di residenza della popolazione straniera, esiste un eccesso di rischio rispetto alla popolazione italiana. Questo dato è coerente con quanto presentato dal WHO in Globocan, che individua questa neoplasia tra le sedi più frequenti in molti PFPM, caratterizzati da diversi stili di vita nella salute riproduttiva. Da questo studio non si evidenziano differenze nella distribuzione per stadio e nell’approccio chirurgico tra straniere e italiane, mentre sembrerebbero emergere diverse modalità di accesso alla prevenzione: le straniere hanno come principale punto di riferimento il consultorio, che le segue per tutto il percorso dell’età riproduttiva, compreso lo screening cervicale organizzato, mentre le italiane si avvalgono prevalentemente di ginecologi e/o strutture privati, muovendosi nell’ambito dello screening opportunistico.